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DGR 1-600 DEL19.11.2014
ADEGUAMENTO DELLA RETE OSPEDALIERA

La Giunta regionale ha definito un nuovo modello di rete ospedaliera che intende consentire al servizio sanitario piemontese di riacquistare quel ruolo di eccellenza a livello nazionale che ricopriva fino a qualche tempo fa e di investire 400 milioni in edilizia, tecnologie, assistenza territoriale e domiciliare, prevenzione.

La delibera approvata il 19 novembre su proposta dall’assessore Antonio Saitta suddivide il Piemonte in sei quadranti (l’ospedale hub registra oltre 70.00 passaggi annui in pronto soccorso, ha un bacino di utenza tra 600.000 e 1.200.000 di abitanti ed è dotato di tutte le specialità; il Dea di 1° livello registra oltre 45.000 passaggi annui in pronto soccorso, ha un bacino di utenza tra 150.000 e 300.000 abitanti, è dotato di punto nascita, cardiologia e neurologia; l’ospedale di base registra oltre 20.000 passaggi l’anno in pronto soccorso, ha un bacino di utenza tra 80.000 e 150.000 abitanti, è dotato di pronto soccorso, medicina, chirurgia e ortopedia; l’ospedale in area disagiata registra meno di 20.000 passaggi annui in pronto soccorso, ha un bacino di utenza inferiore a 80.000 abitanti, è dotato di pronto soccorso, medicina, chirurgia ambulatoriale):

- Torino Nord, con il San Giovanni Bosco come ospedale hub, Maria Vittoria, Ivrea, Chivasso e Ciriè come Dea di 1° livello, Cuorgnè come ospedale di area disagiata, Gradenigo come ospedale di base con pronto soccorso;

- Torino Ovest, con il Mauriziano come ospedale hub, Martini, San Luigi di Orbassano, Rivoli e Pinerolo come Dea di 1° livello, Susa come ospedale di area disagiata;

- Torino Sud-Est, con la Città della Salute come ospedale hub, Chieri e Moncalieri come Dea di 1° livello, Carmagnola come ospedale di base con pronto soccorso;

- Piemonte Nord-Est, con il Maggiore di Novara come ospedale hub, Vercelli, Biella e Borgomanero come Dea di 1° livello, Borgosesia come ospedale di base con pronto soccorso, mentre la scelta tra Domodossola e Verbania come Dea di 1° livello verrà effettuata entro il 31 dicembre 2015 dopo un ampio confronto con il territorio capace di individuare una soluzione condivisa;

- Piemonte Sud-Ovest, con il Santa Croce e Carle di Cuneo come ospedale hub, Mondovì, Savigliano ed Alba come Dea di 1° livello, Bra e Saluzzo come ospedali di base, Ceva come ospedale di area disagiata.

- Piemonte Sud-Est, con il SS. Antonio e Biagio di Alessandria come ospedale hub, Asti, Casale Monferrato e Novi Ligure come Dea di 1° livello, Tortona ed Acqui Terme come ospedali di base con pronto soccorso, Ovada come ospedale di area disagiata..

Il mantenimento degli ospedali Martini di Torino, Casale Monferrato e Mondovì come Dea di 1° livello sarà valutato entro il 31 dicembre 2015. Il ruolo dei presidi di Lanzo, Giaveno, Venaria e Nizza Monferrato verrà valutato successivamente, ed al momento continueranno a svolgere attività di primo intervento.

“Gli obiettivi che intendiamo raggiungere - ha commentato il presidente Sergio Chiamparino illustrandone i contenuti ai giornalisti - sono diversi: riqualificare la spesa sanitaria riducendo gli sprechi che in questi anni hanno abbassato la qualità del sistema sanitario piemontese; tornare ad assumere medici ed infermieri; investire i 400 milioni che si risparmieranno nei prossimi tre anni in edilizia sanitaria, magari con modalità innovative che consentano di chiudere i cantieri in pochi anni, nelle tecnologie più avanzate, nel rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare e della prevenzione. Era indispensabile - ha sottolineato - tornare a programmare l’offerta sanitaria pubblica e privata come in questa Regione non si faceva da troppo tempo”.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha posto l’accento sul grande cambiamento che verrà determinato dalla nuova configurazione: “Abbiamo voluto mettere al centro della nostra politica sanitaria la salute e la sicurezza dei cittadini, oltre a ridurre l’attuale frammentazione dell’offerta anche se ci sono comprensibili resistenze a livello locale. Per i piemontesi non ci saranno rivoluzioni. La revisione della rete ospedaliera pubblica non comporta alcun disservizio, anzi nei prossimi due anni porterà ad un reale aumento di efficienza nei reparti. Oggi le strutture complesse attive negli ospedali pubblici del Piemonte sono 842, con una frammentazione eccessiva di personale e con una produzione che troppo spesso non raggiunge i volumi necessari per garantire parametri di sicurezza agli ammalati. L’accorpamento li porterà entro i prossimi due anni ad essere solo 668, e nelle case di cura private le strutture complesse da 185 diventeranno 148. Non ci saranno né licenziamenti, né riduzioni di personale - ha chiarito Saitta - e dal 2015 ci saranno invece incrementi di personale medico ed infermieristico. La nostra programmazione serve a valorizzare le numerose eccellenze della nostra sanità, ma soprattutto a garantire ai piemontesi un servizio che fermi l’emorragia di mobilità passiva verso altre Regioni. La sanità del Piemonte negli ultimi anni è molto cambiata: la produzione è calata del 3% ma senza la contestuale riduzione dei costi ed è aumentata la mobilità passiva verso altre Regioni, il cui saldo è diventato negativo di 30 milioni nel 2013”.

L’assessore ha garantito che “i piemontesi non assisteranno ad una riduzione di posti letto nelle strutture, bensì ad una diversa distribuzione che comporterà un aumento importante di posti letto di continuità assistenziale: ne abbiamo indicati in delibera ben 1330 in più, una prima risposta alla richiesta di tante famiglie che dopo il ricovero ospedaliero chiedono soluzioni per gli ammalati, spesso anziani, prima del rientro in casa. Questa la grande differenza rispetto alle scelte della precedente amministrazione regionale”.

La delibera è stata presentata come atto di impegno politico al cosiddetto “Tavolo Massicci” del Ministero dell’Economia, riunitosi giovedì 20 novembre e dak quale è arrivata la conferma che la sanità del Piemonte è sulla strada giusta. “Per la prima volta - ha annunciato Saitta - sono stati espressi giudizi positivi sul lavoro che la Regione sta svolgendo. A luglio avevamo ricevuto le ultime dure accuse di inadempienza riferite alla Giunta Cota, ora siamo tornati da Roma con le prime parole di apprezzamento per la Giunta Chiamparino e non possiamo che essere soddisfatti e confortati”. L’assessore ha rimarcato che si è potuto presentare i documenti di chiusura dei conti 2011 e 2012 delle aziende sanitarie, illustrare la documentazione che a breve sarà approvata dalla Giunta regionale dei bilanci 2013 già tutti verificati dai tecnici dell’assessorato, fornire un chiaro cronoprogramma sui bilanci 2014: “In cinque mesi abbiamo fatto chiarezza su documenti che al Ministero chiedevano da anni inutilmente. L’illustrazione del contenuto della delibera di revisione della rete ospedaliera ha prodotto la notizia più attesa: i tecnici ministeriali sono rimasti talmente ben impressionati dal nostro lavoro e soprattutto dal cambio di passo rispetto al passato che hanno deciso di anticipare la prossima convocazione entro dicembre anziché a fine febbraio 2015. Entro fine anno ci formalizzeranno la possibilità di togliere almeno in parte l’odioso blocco del turn over che per medici ed infermieri da troppo tempo blocca il lavoro nelle corsie degli ospedali. Sempre rispettando i parametri dei conti delle aziende sanitarie che devono essere rigorosamente monitorati, già da gennaio dovremmo poter assumere. Mi pare una grande notizia che conferma come l’impegno per rimettere in carreggiata una sanità senza controllo e senza programmazione sia l’unica strada. Una strada difficile ed impopolare, ma l’unica”

Il presidente Chiamparino ha poi assicurato che le manifestazioni indette da chi è contrario non bloccheranno la riforma: “Non è più il tempo per cambiare con una manifestazione le scelte che il Piemonte rinvia da troppi anni. Se qualcuno lo pensa, sappia che non è così. Le uniche modifiche possibili sono quelle che possono avvenire a parità di soldi, tempi e qualità dei servizi”.

ggennaro

19 novembre 2014

 
FONTE: REGIONE PIEMONTE

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Pubblicato il 25/11/2014, nella categoria: Info Segreteria Regionale